Isaac Newton nacque il 25 dicembre 1642 (secondo il calendario giuliano allora in uso in Inghilterra, che corrisponde al 4 gennaio 1643 del nostro calendario attuale) a Woolsthorpe, nel Lincolnshire, in Inghilterra . La sua nascita fu tutt’altro che semplice: era un bambino prematuro e così piccolo che sua madre disse che sarebbe potuto entrare in un boccale da un quarto di gallone . Inoltre, non conobbe mai suo padre, un facoltoso contadino analfabeta, morto tre mesi prima della sua nascita .

Quando Isaac aveva solo tre anni, sua madre Hannah Ayscough si risposò con il reverendo Barnabas Smith e si trasferì a vivere con lui, lasciando il piccolo Isaac alle cure della nonna materna, Margery Ayscough . Questo abbandono segnò profondamente il carattere del bambino, che crebbe taciturno, riservato e con un forte senso di insicurezza. Provava un forte rancore verso il patrigno e sua madre, tanto che, in un elenco di peccati commessi fino all’età di 19 anni, scrisse di aver minacciato di bruciarli in casa .

Nonostante un’infanzia poco felice, il giovane Isaac mostrò presto una spiccata curiosità per il mondo che lo circondava. Non era considerato un bambino prodigio, ma aveva una straordinaria abilità manuale e una fervida immaginazione . Trascorreva il suo tempo costruendo intricati modellini di mulini a vento, orologi ad acqua, meridiane e aquiloni con lanterne, che di notte spaventavano gli abitanti del villaggio facendogli credere di vedere delle comete.

image-4 Isaac Newton: un genio tra luce e ombra

Gli anni della formazione: dalla scuola all’università (1655-1661)

All’età di 12 anni, Newton iniziò a frequentare la King’s School a Grantham, dove andò a vivere presso la famiglia di un farmacista locale, William Clarke. Fu probabilmente in questo ambiente che nacque il suo interesse per la chimica e per gli esperimenti.

Suo malgrado, la madre, rimasta vedova per la seconda volta nel 1656, lo richiamò a casa all’età di 16 anni con l’intenzione di farne un agricoltore . Il tentativo si rivelò un completo fallimento: Newton dimostrò una totale inettitudine per gli affari di campagna, preferendo di gran lunga dedicarsi allo studio e alla costruzione dei suoi marchingegni, spesso trascurando il bestiame o dimenticando i compiti assegnatigli.

Fortunatamente, lo zio William Ayscough, laureato al Trinity College di Cambridge, e il maestro della scuola di Grantham, Henry Stokes, riconobbero il suo potenziale e convinsero la madre a lasciarlo tornare a scuola per prepararsi all’università . Nel 1661, all’età di 18 anni, Isaac Newton riuscì a terminare gli studi con un profitto encomiabile e fu ammesso al Trinity College di Cambridge come sizar, uno studente che pagava le rette lavorando come inserviente per i membri più facoltosi del college .

La scintilla del genio a Cambridge e gli annus mirabilis (1661-1667)

A Cambridge, Newton trovò un ambiente inizialmente ancorato alla filosofia aristotelica, ma ben presto si immerse nelle opere dei moderni come Cartesio, Copernico, Galileo e Keplero . La sua sete di conoscenza era insaziabile: studiò matematica in modo autodidatta, partendo da Euclide (che inizialmente trovò troppo semplice) e arrivando a confrontarsi con le opere più avanzate di Cartesio, Wallis e Vieta . Nel 1664, grazie anche all’influenza del suo mentore, il matematico Isaac Barrow che ne riconobbe subito le straordinarie doti, Newton ottenne una borsa di studio e l’anno successivo si laureò .

La sua carriera accademica, appena iniziata, subì una brusca interruzione nel 1665, quando la Great Plague (la grande peste) costrinse l’Università di Cambridge a chiudere i battenti. Newton fece ritorno nella fattoria di famiglia a Woolsthorpe . Questo periodo di isolamento forzato, durato circa due anni (1665-1666), è passato alla storia come i suoi anni mirabili.

Lungi dall’essere un periodo di inattività, la permanenza in campagna fu per Newton incredibilmente fecondo. Lontano dai doveri accademici e dalle distrazioni, la sua mente geniale partorì le idee che avrebbero rivoluzionato la scienza:

In matematica: gettò le basi del calcolo infinitesimale, che lui chiamò “metodo delle flussioni”, e sviluppò il teorema binomiale .

In ottica: iniziò i suoi celebri esperimenti con i prismi, scoprendo che la luce bianca è composta da uno spettro di colori .

In meccanica e astronomia: cominciò a formulare le sue idee sulla gravitazione universale. È in questo contesto che si colloca il celebre (e forse leggendario) episodio della mela, che cadendo gli avrebbe suggerito l’idea di una forza che si estende fino alla Luna .

Nel 1667, con la fine della peste, Newton fece ritorno a Cambridge, dove fu eletto fellow del Trinity College. L’anno successivo ottenne il master e nel 1669, appena ventiseienne, succedette al suo mentore Isaac Barrow come professore lucasiano di matematica, iniziando ufficialmente la sua straordinaria carriera scientifica

Maturità

Dopo gli anni della formazione e il periodo trascorso nella solitudine di Woolsthorpe, la vita di Isaac Newton entrò in una fase di straordinaria produttività e di crescente riconoscimento pubblico. La sua maturità fu un susseguirsi di capolavori scientifici, incarichi prestigiosi e aspre dispute, che lo trasformarono da studioso appartato a simbolo vivente della scienza.

Ecco i momenti salienti di questo periodo:

La Genesi dei “Principia” (Anni 1680)

Dopo i lavori sull’ottica, Newton si dedicò a approfondire i suoi studi di dinamica e cosmologia . L’impulso decisivo arrivò nel 1684 dall’astronomo Edmond Halley, che lo convinse a sviluppare le sue idee sul moto dei pianeti . Newton dimostrò che un pianeta soggetto a una forza inversamente proporzionale al quadrato della distanza dal Sole percorre un’orbita ellittica. Questo lavoro, svolto con intensità febbrile, portò alla stesura della sua opera monumentale.

La Pubblicazione dei “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica” (1687)

Nel 1687, grazie anche al sostegno finanziario di Halley, venne data alle stampe l’opera che avrebbe rivoluzionato la scienza: i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (Principi Matematici della Filosofia Naturale) .

In quest’opera fondamentale, Newton:

Unificò i due mondi: Dimostrò che la stessa legge, la legge di gravitazione universale, governa sia la caduta dei corpi sulla Terra che il moto dei pianeti e delle comete nel cielo .

Enunciò le leggi del moto: Formulò le celebri tre leggi della dinamica (il principio d’inerzia, la legge fondamentale della dinamica e il principio di azione e reazione), che divennero il fondamento della meccanica classica .

Definì concetti chiave: Introdusse una chiara distinzione tra massa e peso, e tra spazio e tempo assoluti e relativi, gettando le basi per un nuovo modo di intendere la fisica.

Philosophiae-naturalis-principia-mathematica Isaac Newton: un genio tra luce e ombra

Impegno Pubblico e Onorificenze (1690-1705)

Dopo la pubblicazione dei Principia, la vita di Newton cambiò radicalmente. Lo scienziato si trasferì a Londra, dove intraprese una seconda, prestigiosa carriera al servizio dello Stato:

Parlamentare: Fu eletto membro del Parlamento per l’Università di Cambridge, difendendo i principi di libertà religiosa e civile .

Alla Zecca Reale: Nel 1696 fu nominato Warden (guardiano) e successivamente Master (direttore) della Royal Mint, la Zecca Reale . In questo ruolo, si dedicò con la stessa meticolosità riservata alla scienza a una fondamentale riforma monetaria, combattendo senza tregua i falsari e introducendo innovazioni come la zigrinatura sui bordi delle monete per impedire che venissero limate .

Presidente della Royal Society: Nel 1703, dopo la morte del suo storico rivale Robert Hooke, venne eletto presidente della Royal Society, carica che mantenne fino alla morte .

Titolo di Sir: Nel 1705, la regina Anna lo insignì del titolo di cavaliere (Sir), un onore mai concesso prima a uno scienziato per i suoi meriti accademici e per il servizio alla Corona .

La Pubblicazione dell’ “Ottica” e gli Altri Scritti

Nel 1704, ormai scientificamente affermato, Newton pubblicò la sua seconda grande opera, l’“Ottica” (Opticks) . In questo libro, raccolse e sistematizzò i suoi studi sulla luce iniziati quarant’anni prima, presentando la sua teoria secondo cui la luce bianca è composta da uno spettro di colori . A differenza dei Principia, scritti in latino, l’Ottica fu pubblicata in inglese, contribuendo a diffondere le sue idee in modo ancora più ampio.

Le Grandi Controversie

La maturità di Newton fu segnata anche da due aspre dispute che lo videro protagonista:

Con Robert Hooke: Una lunga e accesa rivalità, iniziata con le critiche di Hooke alla teoria newtoniana della luce e dei colori negli anni ’70 del Seicento e proseguita con una disputa sulla priorità della legge di gravitazione universale .

Con Gottfried Wilhelm Leibniz: La più celebre disputa della storia della scienza, riguardante la paternità del calcolo infinitesimale . Newton sviluppò il suo “metodo delle flussioni” negli anni ’60 del Seicento, ma non lo pubblicò immediatamente. Quando Leibniz pubblicò il suo lavoro nel 1684, si scatenò una violentissima controversia, alimentata anche da nazionalismo, che divise la comunità matematica europea per decenni .

Il successo e gli ultimi anni

Dopo la pubblicazione dei Principia, la vita di Isaac Newton conobbe una svolta straordinaria, trasformandolo da studioso appartato in un’icona nazionale. Il suo successo e gli ultimi anni furono caratterizzati da prestigiosi incarichi pubblici, onorificenze e un’influenza scientifica senza precedenti.

L’Apice del Successo: Onori e Incarichi Pubblici

A partire dagli anni ’90 del Seicento, Newton si trasferì a Londra, dove intraprese una seconda, brillante carriera al servizio dello Stato e della scienza.

Alla Zecca Reale (Royal Mint): Nel 1696 fu nominato Warden (guardiano) e successivamente Master (direttore) della Zecca Reale . In questo ruolo, lungi dall’essere una sinecura, si dedicò con la stessa meticolosità riservata alla scienza a una fondamentale riforma monetaria. Curò la grande ri-coniazione della valuta inglese e, con sorprendente zelo, diede la caccia ai falsari, riuscendo a far condannare e giustiziare il famigerato criminale William Chaloner .

Presidente della Royal Society: Nel 1703, dopo la morte del suo storico rivale Robert Hooke, venne eletto presidente della Royal Society, la massima accademia scientifica inglese . Mantenne questa carica con autorevolezza fino alla morte, trasformando la società in un’istituzione scientifica di prim’ordine .

Il Titolo di “Sir”: Nel 1705, la regina Anna lo insignì del titolo di cavaliere (Sir), un onore mai concesso prima a uno scienziato per i suoi meriti accademici e per il servizio alla Corona . Da quel momento, fu noto come Sir Isaac Newton.

Questi incarichi lo resero la personalità scientifica più influente d’Inghilterra e d’Europa . Nel 1704, ormai scientificamente affermato, pubblicò la sua seconda grande opera, l'”Ottica” (Opticks), in cui raccolse e sistematizzò i suoi studi sulla luce iniziati quarant’anni prima .

Gli Ultimi Anni e l’Eredità Eterna

Newton trascorse gli ultimi anni della sua vita a Londra, circondato da fama e onori, continuando a presiedere la Royal Society e a curare nuove edizioni delle sue opere.

La Morte: Morì nel sonno il 20 (o 31) marzo 1727 a Kensington, Londra, all’età di 84 anni . Alcune fonti indicano che la causa del decesso potrebbe essere stata un “colica nefritica” (calcoli renali) .

La Sepoltura: La sua salma ricevette funerali solenni e fu sepolta in un luogo di altissimo onore, riservato ai più grandi eroi della nazione: l’Abbazia di Westminster . Sulla sua tomba è stata incisa un’iscrizione che recita: “Qui giace ciò che di mortale ebbe Isaac Newton”

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Di admin

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